Questo website si propone di fornire alcuni consigli su come contribuire a ridurre l'impatto ambientale, proponendo soluzioni alternative su più fronti.


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Il continuo riferimento al surriscaldamento del nostro pianeta, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento indotto dalle attività umane è oramai uscito dall’ambito dell’ambientalismo ideologico in cui era stato segregato per diventare opinione diffusa ed essere un’esigenza recepita dalle recenti evoluzioni dei modelli organizzativi economici ed aziendali.

E' un dato di fatto che il livello odierno con cui l'uomo consuma le risorse della Terra non permetterà di mantenere un equilibrio sostenibile utile alla conservazione del nostro pianeta per le generazioni future.

In futuro le aziende dovranno considerare anche quelle voci di costo che, nella produzione e distribuzione di un bene, oggi sono fatti ricadere interamente sulla collettività: ci si riferisce ai costi provocati dall’inquinamento atmosferico, a quelli causati dalla congestione del traffico che blocca, insieme ai mezzi, operatori e merci, a quelli causati dalla perdita accidentale di sostanze tossiche, eccetera.

Il Protocollo di Kyoto (come tutte le vicende ad esso relative) rappresenta forse l'esempio più eclatante delle difficoltà che si incontrano nell'attuare un certo tipo di regolamentazione governativa.Ma una seria politica ambientale può e deve partire dal basso, cioè dai cittadini, in quanto i comportamenti di massa influiscono pesantemente sul cosiddetto footprint che lasciamo sul nostro pianeta..
Molto spesso gli sprechi e le inefficienze sono legati all'ignoranza (intesa come mancanza di informazioni) della gente su parecchie questioni: per queste cose ci si basa ancora troppo sul sentito dire, sempre che non si scada direttamente nelle leggende metropolitane.

 

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